Chiesa evangelica valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi
Chiesa evangelica valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi
La storia della Chiesa valdese è iniziata otto secoli fa, con la predicazione di Valdo, un mercante di
Lione, in Francia, che fece una scelta di povertà per essere libero di predicare l’Evangelo di Gesù
Cristo. Il movimento valdese, considerato eretico dalla chiesa cattolica, sopravvisse nel corso dei
secoli successivi a repressione e persecuzioni, riuscendo al contempo a estendersi in molte zone
d’Europa come la Provenza, la Calabria, la Germania meridionale e alcune vallate delle Alpi Cozie.
La predicazione, portata avanti dal movimento, era incentrata su due aspetti del messaggio
cristiano: la fedeltà al vangelo e la povertà della chiesa. Nel 1532 i Valdesi decisero di aderire alla
Riforma protestante, ma dovettero subire numerose persecuzioni da parte della chiesa di Roma. In
Piemonte i Valdesi riuscirono a resistere fino alla seconda metà del 1600 ma poi furono costretti ad
abiurare o all’esilio in Svizzera. Nel 1689, i Valdesi riuscirono a ritornare nelle loro Valli con una
marcia attraverso le Alpi conosciuta come Glorioso Rimpatrio. Per i 150 anni successivi i Valdesi
vissero confinati per volere dei Savoia in una sorta di ghetto alpino che li limitava negli spostamenti
e nelle libertà. Il 17 febbraio 1848 infine il re di Sardegna, Carlo Alberto, concesse ai Valdesi,
attraverso l’emanazione delle lettere patenti, i diritti civili e politici.
Oggi la Chiesa evangelica valdese conta circa 45 mila membri presenti in Italia e Sud America e dal
1975 è unita alla chiesa metodista italiana con il patto di integrazione.
È una comunità di cristiani evangelici che si fonda sulla sola autorità della Bibbia. Predica un
rapporto personale con Dio, vive un sacerdozio universale dei credenti e si basa su
un’organizzazione democratica. L’Unione delle chiese metodiste e valdesi si riunisce ogni anno
durante il Sinodo, un’assemblea generale che esprime l’unità di tutte le chiese e che si svolge
l’ultima settimana di agosto a Torre Pellice, in provincia di Torino. Nelle Valli valdesi del Piemonte
il Sinodo si apre con un culto durante il quale i futuri ministri di culto, chiamati pastori e pastore
vengono consacrati. Prosegue con i lavori dell’assemblea durante la settimana e si conclude con le
nomine delle commissioni dei responsabili degli organi amministrativi che guideranno la chiesa
l’anno successivo.
La Chiesa valdese è una chiesa aperta, impegnata per la giustizia, la pace e la salvaguardia del
creato e da quarant’anni consacra le donne al pastorato. Accoglie e riconosce le coppie omosessuali.
Dedica energie e risorse al servizio per gli altri. Una Chiesa che difende il principio costituzionale
della laicità dello Stato e riconosce il pluralismo religioso che si sta affermando anche in Italia. Una
Chiesa impegnata nel dialogo ecumenico e interreligioso. Una Chiesa che gestisce un centinaio di
istituzioni educative, sociali e culturali in tutta Italia, dalla Sicilia al Piemonte, e che confida solo
nel sostegno dei suoi membri per finanziare le sue attività di culto, pastorali e spirituali. Molti sono
i contribuenti italiani che destinano il loro Otto per mille alla Chiesa valdese – Unione delle chiese
metodiste e valdesi. Qualcuno apprezza la trasparenza con la quale viene pubblicato un dettagliato
resoconto di come si utilizzano le somme ricevute dallo stato. Altri apprezzano che i fondi siano
utilizzati al 100% per finanziare progetti sociali, educativi e culturali realizzati in Italia e all’estero.
Altri ancora firmano per la Chiesa valdese perché sanno che è una Chiesa povera e impegnata per i
diritti di tutti. Non un euro delle somme percepite dall’Otto per mille viene utilizzato per la
predicazione e l’azione pastorale.
Una Chiesa al servizio degli altri che non dimentica le sfide culturali e che annovera, oltre alla
Facoltà valdese di teologia di Roma e alla Casa editrice Claudiana, anche numerosi soggetti che si
occupano a vario titolo di patrimonio culturale. Tra questi l’Ufficio Beni culturali della Tavola
valdese che, con un approccio interdisciplinare, si propone di studiare, conservare e valorizzare un
patrimonio eterogeneo e diffuso in tutta Italia.
email: staffetta@chiesavaldese.org
